Rompiscatole, didascalici e forse corsari – end


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Ricapitolando quanto detto ormai quasi mezzo secolo fa, la Giustina puntò dritto contro la Tortuga.
– Avvicinati il più possibile alla prua, – disse Francisco al timoniere. – Tu Salmin, prenditi un pò di uomini e saltate dal davanti. Io aspetterò che le barche siano affiancate e passerò dal retro. Voglio l’ammiraglio vivo, ho discorso per lui che mi sta in gola. Anche se vi piacerebbe il contrario, sparate solo se dovete salvare la pellaccia. Ma se tentano di reagire, sapete come si uccide.
– Chiediamo il permesso? – chiese Salmin. – la sotria prosegue qui, dentro il post

Rompiscatole, didascalici e forse corsari #6


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Giardina non si azzardò ad alzare le vele; il minimo scuotersi di tela bianca avrebbe potuto tradirli e far scorgere la presenza della sua nave anche da lontano. Così, la lancia e il cutter rimorchiarono la Giustina tagliando le acque all’ingresso della baia. – la sotria prosegue qui, dentro il post

Rompiscatole, didascalici e forse corsari #5


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In precedenza, a Febbraio, che era il mese della noia.

Col freddo che faceva, il traffico per mare era roba da far sbadigliare anche le suole delle scarpe.
Giornate lunghe come la lame di una spada, e la sera una desolazione. L’equipaggio anelava ad una sbornia doppia, di quelle che ti facevano misurare la terra tra le risate dei compagni. E invece pisciavano chiaro perchè non si beveva che acqua.
Venne in mente di girare la sorte puntando su acquavite e donne. – la sotria prosegue qui, dentro il post

Rompiscatole, didascalici e forse corsari #4


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A proposito di forzature, quando il capitano si trovò davanti uno dei tirapiedi di Orazio Nelson, il Charlie Brown che a carriera avviata decise di cambiare nome per darsi un tono più sostenuto, era assorto in una profonda meditazione filosofica.
Ucciderlo con la spada o ucciderlo con la pistola.
Atletismi a parte,  da lui voleva informazioni sulla fine che avesse fatto il suo Comandante di gita. Cioè dove si fosse nascosto Nelson, esattamente. E come avrebbe ottenuto quel ragguaglio, in realtà non aveva grande importanza. Tutt’al più avrebbe potuto farlo fuori con un coltello,

sgozzandolo, tanto per godersi il canto del lupo di mare.  – la sotria prosegue qui, dentro il post

Rompiscatole, didascalici e forse corsari #3


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Nei suoi lunghi viaggi, Giardina aveva già stretto i denti parecchie volte. Fottuto la morte quando il giro di vite si era reso necessario darlo al culo, e si era abituato a bere una broda nera che, al confronto con i momenti più duri delle sue crociere, richiedeva parecchio più coraggio per chiamarla caffè. Quell’intruglio veniva fatto con pane abbrustolito e pestato. Riguardo al merito del quale, si poteva dire soltanto che alla bocca ci arrivava caldo. – la sotria prosegue qui, dentro il post

Rompiscatole, didascalici e forse corsari #2


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Si era appena conclusa una questione complicata quando ne nacque subito un’altra.
Pochi giorni dopo, un altro bastimento, lo sciabecco I tre Porcellini, che nella lettera di marca risultò condotto da un certo Francisco Giardina Roc, si trovò al centro di un caso di diplomazia corsara.
Aveva catturato una preda francese e l’aveva spedita verso casa. – la sotria prosegue qui, dentro il post

Rompiscatole, didascalici e forse corsari #1


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Quando le fiamme cominciarono a scoppiettare forte e l’aria si fu riempita di fumo, dentro  una cabina della nave c’era un uomo che non aveva compiuto nemmeno trent’anni. Respirava con l’aiuto delle spalle e i suoi occhi, se ancora non erano usciti dalle orbite, pareva che presto sarebbero colate a fare l’amido sulla camicia di Nelson. – la sotria prosegue qui, dentro il post