Rompiscatole, didascalici e forse corsari #4


We apologize for the lack of the English version of the text. Unfortunately we can not pay someone to translate it. If among you there was someone competent in both languages and story telling, and wants to help, he would be more than welcome. Sorry again!

A proposito di forzature, quando il capitano si trovò davanti uno dei tirapiedi di Orazio Nelson, il Charlie Brown che a carriera avviata decise di cambiare nome per darsi un tono più sostenuto, era assorto in una profonda meditazione filosofica.
Ucciderlo con la spada o ucciderlo con la pistola.
Atletismi a parte,  da lui voleva informazioni sulla fine che avesse fatto il suo Comandante di gita. Cioè dove si fosse nascosto Nelson, esattamente. E come avrebbe ottenuto quel ragguaglio, in realtà non aveva grande importanza. Tutt’al più avrebbe potuto farlo fuori con un coltello,

sgozzandolo, tanto per godersi il canto del lupo di mare. 

Come andarono esattamente le cose.

Giardina stava puntando dritto alla Giustina. Non sapeva bene dove trovarla, ma non si sarebbe fatto sfuggire l’occasione di riprendersela. Prima di partire per il Sud America.

Il buco che affittò da un armatore sarebbe andato bene per l’attraversata, ma lui era il tipo cui piaceva che le cose venissero fatte a modo suo. E in questo caso, il suo modo altro non era che la sua nave.
Prima di fare rotta verso Barcellona, l’ultimo scalo prima delle lunghe attraversate, il capitano si recò all’isola di Marlon. Esattamente dove si vide sfilare la Giustina dalle mani. E da dove era convinto che non si fosse mai mossa.

Una volta giunto in quei paraggi mandò una lancia in avanscoperta, per evitare di trovarsi la Tortuga quando il tempo per manovrare in battaglia sarebbe stato insufficiente o nullo. E se a mal parata avesse dovuto far girare i tacchi al veliero,  per rimandare lo scontro, Giardina avrebbe voluto poter fare pure quello.

Ma questa norma di non vivere sulle cattive sorprese  ce l’aveva buona anche Nelson. Il quale aveva messo un paio di deficienti, a bordo di una scialuppa e li mandò a pattugliare l’isola.

La lancia di Giardina li beccò proprio mentre facevano quel mestiere, o più precisamente durante una pausa da quei giri. Ora, se il motivo per cui i due ceffi avrebbero potuto smettere di fare la ronda dipendeva dalla necessità di cagare, colti sul fatto avrebbero piantato lì di concentrarsi e cercato di scappare. E raggiungere la propria nave. 

I faccia da galera, guarda caso, erano impegnati proprio in quello. Nascosti tra i rovi.

A uno dei due, non solo non riuscì di fuggire, ma morì che qualcosa gli pendeva ancora dal culo. L’altro invece colse al volo il balzo che lo fece saltare dallo spavento e tirò dritto. Fino a casa base. O quanto meno ci provò.

Ad un certo punto quindi, tra Francis e Nelson,  o tra Giardina e la Giustina,  si mise in mezzo un pancione pieno di merda. Il quale era stato riacciuffato un pelo prima di dare l’allarme. E portato sulla nave. Dove continuava a gonfiarsi e puzzare.

La conversazione tra costui e Francis si fermò a un punto. Sull’igiene.

– Bene dottore, – disse Giardina, – Stiamo arrivando al cuore della testimonianza. Ogni uomo che scende sulla terra è un testimone della vita qui da basso. Vale poi che ci sono degli esperti tra i testimoni e che tali testimoni sanno cose che altra gente ignora. Ad esempio dove si trova la mia nave, precisamente?
– Vostro Onore. Non sto facendo finta di non sapere. È che proprio non ne sono al corrente.
Francisco fece come se, a parte l’appellativo maturato da una strizza non del tutto fuori luogo, il resto di quanto detto non avesse alcun senso, – Stai suggerendo che eravate lì soltanto per far fare un giro ai vostri escrementi?
– Esatto, gli escrementi.
– Non mi sembri molto convincente.
– Non so niente. Lo giuro. Per parlare dovrei sparare a caso.
– Parliamo della Tortuga allora. E poi mi spieghi come fa un ceffo come te ad esprimersi in quel modo.
Silenzio ad abundantiam.
– A quale delle mie richieste devo questo silenzio?
Altro silenzio ad abundantiam.
– Uccidetelo.
– No Vostro Onore, la prego.
– Lasci perdere il vostro onore, non servirà a salvarti la pelle. – Detto questo, gli parve carino strisciare la lama sulla gola del tirapiedi. Per la pressione uscirono strombazzamenti che al massimo del brontolio fecero seguire un prodotto da pozzanghera.

 

Alla luce della rivelazione, circa la baia dove si trovava la Giustina, le cose assunsero un aspetto un pò migliore agli occhi di Francis.
Mentre il tizio moriva lanciò delle maledizioni, Giardina guardò il cielo ma, a parte un pò di attività temporalesca, non vide niente di speciale. Gli parve che non stesse per schiantare al suolo.
Nel sortilegio lanciato però, c’era anche una questione di morti. Che sarebbero tornati a perseguitarli. I marinai erano gente che si appoggiava al bastone delle credenze. Giardina lo sapeva bene, tant’è che in passato dovette fare innumerevoli sforzi per identificare chi cazzo fosse lo stronzo a parlare nelle loro teste.
Ma poi capì che per far tacere quel rompi coglioni, sarebbe bastato lavorare con mezzi di convinzione di tipo retorico come il denaro.

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