I have now fini…


I have now finished writing the introduction of the new novel. I’m going to stretch my ass

ho finito ora di scrivere l’introduzione del nuovo romanzo. vado a sgranchirmi le chiappe
——————————————————

Ci sono delitti e delitti. Funziona così per parecchie cose, almeno quelle su questa terra, e così è anche per quanto riguarda le attività criminali.

Alcuni di questi, per quanto te la faccia sotto al solo sentirli raccontare, sono solo quello che sono. Azioni disumane commesse nel corso di un’esistenza vissuta in violazione delle norme generali. Di banale convivenza.

Altri, invece, diventano qualcosa di più.

Nella nostra campagna, sebbene non si erano mai visti circolare Santi, non si era nemmeno mai concepita tanta efferatezza nell’esecuzione di una donna.

Le randellate che certi mariti davano alla propria moglie, per lo più servivano a metterle una strizza in corpo che, qualunque fosse stato il brutto vizio di cui si stava clandestinamente occupando, se ne sarebbe liberata immediatamente. Mentre al contrario, il più delle botte che prendevano quelle signore, non erano tanto dolorose quanto ingiustificate. Stando sempre sul pezzo dei vizi brutti e da estirpare.

Quella cultura portava con sè un comportamento da bestie, comunque non più che in alcune zone di città. Dove andai a lavorare da giovane poliziotto. Entusiasta. Scoprendo crimini così schifosi da costringermi a rigurgitare quello che mi ero mangiato. E farmi desiderare di tornare a casa. Cinico.

Nel caso che sto per raccontare, invece, l’assassinio era da realtà cittadina, ma non il vecchio omicidio in cui sprofondavi fino alle caviglie in un pantano d’indizi. Anzi, quella melma la rimpiansi. Questo in più era anche un comportamento quasi rituale. E irrazionale come un paziente che fa fuori il proprio medico. O chiunque altro che si disfi dell’individuo che lo sta aiutando.

La morte di Cecilia La Nera fu un segno nel tempo, il cartello di benvenuto all’ingresso di una nuova era. Oggi mi rammenta che ero tornato a casa, Trenno, ma che il posto in cui ero cresciuto era molto lontano.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...