Rompiscatole, didascalici e forse corsari #3


We apologize for the lack of the English version of the text. Unfortunately we can not pay someone to translate it. If among you there was someone competent in both languages and story telling, and wants to help, he would be more than welcome. Sorry again!

Nei suoi lunghi viaggi, Giardina aveva già stretto i denti parecchie volte. Fottuto la morte quando il giro di vite si era reso necessario darlo al culo, e si era abituato a bere una broda nera che, al confronto con i momenti più duri delle sue crociere, richiedeva parecchio più coraggio per chiamarla caffè. Quell’intruglio veniva fatto con pane abbrustolito e pestato. Riguardo al merito del quale, si poteva dire soltanto che alla bocca ci arrivava caldo.
Il Mediterraneo era un mare in guerra.  Denaro e sangue scorrevano a fiumi. E la flotta di sua maestà britannica, che usò quelle acque in costante assetto da guerra, con quel fluire c’entrò molto più di altre nazioni.
Francisco Giardina, in un periodo come questo, acquistava e vendeva tutto ciò che promettesse guadagni interessanti. Dalle unghie di coniglio alle barbe dei maragià. Ma la sua vera fortuna fu la manifattura di fodere in lino. Il capostipite del preservativo, che con l’attuale contraccettivo condivideva il fine ma non l’aspetto. Riccamente più decorato, era quello dell’epoca.
Venne scoperta l’America, “scoperta”, e una nave del re di Spagna, al suo rientro, fece scendere un clandestino particolarmente scomodo, il “morbo gallico”, che scatenò un casino quanto nemmeno l’AIDS ne ha fatto scoppiare uno tanto grande.
Quel morbo era la sifilide. Nominata tale da Falloppio.
Il quale, ebbe anche il merito di suggerire l’utilizzo del preservativo come sistema per evitare il contagio. Consigliando di immergere il lino in una soluzione disinfettante.
Giardina non aveva mai visto niente di simile prima di allora, e non sapeva neppure che esistessero, cose del genere. O meglio, lo si sapeva per sentito dire, visto che quell’articolo era di uso esclusivo delle classi agiate. E quando se ne ritrovò uno davanti agli occhi la faccenda che gli si parò davanti aveva la faccia paffuta degli affari.
L’emergenza della situazione fece sì che il preservativo cessasse di essere solo appannaggio dei ricchi e si diffuse persino tra i soldati impegnati nelle campagne militari. E con una diffusione del genere, chi era saltato sul treno della medicina preventiva riuscì a fare parecchia grana.
In pochi mesi Francisco divenne proprietario di un mistico armato con due cannoni di ferro del calibro da nove, e altri due da sei. Un arsenale sufficiente per difendersi in un commercio di cabotaggio. Tant’è che si muoveva esclusivamente lungo le coste, e di lì non si schiodava. Onde evitare d’incrociarsi con legni più grossi del suo.
Si può dire, banalmente parlando, che gli affari andarono a gonfie vele. E denaro chiama denaro.
Anche gli incontri con le autorità seguirono la direzione dei profitti. Gente sempre più facoltosa era disposta a concedergli crediti maggiori. In un tempo più breve di quello che gli fu necessario per raccogliere una fortuna con i preservativi, ne fece un altra nel campo della corsareria.
La quale era regolata da un meccanismo del tutto legale. Con lettere d’incarico chiamate di marca o corsa, il corsaro, che tutto era fuorchè uno scappato di casa, veniva autorizzato a depredare navi nemiche a favore del proprio stato.
Fu durante una di queste crociere, con la Giustina, il più grosso bastimento che Giardina avesse mai avuto, che la sua vita s’incrociò con quella dell’ammiraglio Charlie Brown. Lo sciabecco era di circa quattrocento salme di portata, ben armato con sette cannoni, e con un equipaggio bello folto: imbarcava diciotto uomini.
Quando Charlie Brown se la porto via, Giardina promise a se stesso un dono egoista, che se la sarebbe ripresa, e forse promise qualcosa di più.
Nel frattempo avrebbe dovuto cercare nuovi finanziamenti che fortunatamente trovò. Per un viaggio lungo da Palermo al Sud America, con scalo a Barcellona da dove sarebbe partito con la primavera. Dall’America lì sarebbe tornato scaricando cuoio, spezie, manufatti vari e caffè.

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